Gruppo di pizzica a Milano – Ascanti

La pizzica pizzica

Posted by on Mag 13, 2014

La pizzica pizzica

Arte coreutica dei contadini in terra iapigia La pizzica pizzica è una danza popolare appartenente alla famiglia delle tarantelle. Tra le varie tipologie di tarantelle, estese e diffuse nell’intera area meridionale della penisola italiana, la pizzica pizzica viene collocata per appartenenza geografica al territorio pugliese e nello specifico alle zone che si estendono dalle serre salentine alla murgia, fino alla zona ionica della Basilicata. La prima testimonianza dell’utilizzo del termine “pizzica pizzica” per indicare la danza compare solo nel 1797. “Pizzica pizzica”, tuttavia, è una definizione di tipo arcaico che rientra perfettamente nell’antica usanza contadina di ripetere le parole due volte per lasciarle scolpite nella memoria in modo semplice e veloce, e che si lega non solo alla funzione tipica del canto popolare ma anche al lessico utilizzato quotidianamente dalla popolazione appartenente ai ceti più umili. La pizzica pizzica era un ballo ludico di coppia particolarmente gradito nei momenti di aggregazione, a volte dopo il lavoro e molto più spesso durante le feste o eventi particolari come matrimoni, battesimi, ecc.., occasioni in cui la gente si riuniva – spesso per strada, nelle coorti o nelle case – e con pochi strumenti musicali si abbandonava all’esecuzione di un esteso repertorio musicale popolare, dando libero sfogo alle frustrazioni accumulate per le fatiche del lavoro. La pizzica pizzica non era una danza di corteggiamento, ma uno svago, un divertimento, e solo raramente veniva utilizzata da qualche giovane come espediente per avvicinare la ragazza amata, ma in modo mai troppo esplicito. Una danza, la pizzica pizzica, che era infatti eseguita tra uomini e donne, tra sole donne e, nella maggior parte dei casi, tra soli uomini. Questo poiché le donne erano restie a lanciarsi nella danza, dato il forte retaggio culturale contadino che prevedeva un’organizzazione della famiglia di tipo patriarcale, e per cui la donna doveva avere un atteggiamento sommesso, sottomesso e soprattutto non doveva attirare le attenzioni e gli sguardi degli altri. Quando la danza era eseguita da un uomo e da una donna, nella maggior parte dei casi si trattava di parenti o di persone con un elevato grado di confidenza e fiducia reciproca. Il forte retaggio culturale, e soprattutto la differenza di ruolo tra uomo e donna, era perfettamente visibile anche durante l’esecuzione della danza, in cui l’atteggiamento della donna era particolarmente pudico, sommesso, compito, con le braccia che non si alzavano quasi mai oltre le spalle, e le mani...

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Il repertorio Ascanti

Posted by on Mar 17, 2014

Il repertorio Ascanti

L’appartenenza alla terra e il valore della memoria Suonare musica popolare del Sud Italia a Milano non è facile, perché la nostra musica è stata ampiamente esportata in questa zona e, dalla voglia di danzare, riscoprire le proprie origini o semplicemente seguire una moda sono nati tantissimi gruppi con lo stesso stampo musicale e artistico. Dopo qualche anno di esperienza, abbiamo raggiunto una nuova consapevolezza. Pur apprezzando ed amando la musica proveniente da tutte le culture che padroneggiano ormai sulla scena milanese, non ci siamo mai sentiti pienamente all’altezza di realizzare un repertorio variegato, perché abbiamo sempre avuto la sensazione di non riuscire a trasmettere le giuste emozioni, non rendendo giustizia alle diverse tradizioni musicali popolari: nelle nostre vene scorre il sangue degli occupanti delle terre dell’Arneo, della Valle della Cupa, della Piana brindisina e del tavoliere di Lecce. Per questo motivo abbiamo approfondito le nostre ricerche, scavato a fondo nelle nostre piccole biblioteche personali, cercando la risposta nella nostra musica, nella nostra tradizione e nella nostra memoria. Il ricordo di un canto imparato da ragazzina da uno dei maggiori esponenti della musica tradizionale grottagliese, il racconto di un nonno o di una nonna, una memoria storica raccolta 50 anni fa e conservata gelosamente, l’atmosfera vissuta in un piccolo paesino ascoltando gli storici cantori intonare canti di lavoro che riecheggiano ancora nella memoria, da lì è rinato il nostro repertorio e da lì è arrivato un nuovo stimolo: la novità sta nella tradizione, la riscoperta nello studio, la base della nostra musica proviene dalle nostre esperienze personali e si rinnova tutti i giorni, influenzata dai nostri gusti musicali e dai limiti che pazientemente ci proponiamo di superare. Per questo, venendo ad ascoltare uno dei nostri concerti, potrà capitarvi di ballare una pizzica che ha sfumature irlandesi, solo perché nel 2012 siamo stati tutti a Dublino, ascoltare un canto famoso della tradizione totalmente ri-arrangiato sulla base di una melodia originale, di ballare una polka, uno scozie, una quadriglia o un valzer che sono una parte integrante della tradizione musicale pugliese (nonostante la loro origine sia geograficamente lontana) solo perché uno di noi da bambino le ha ballate con i nonni. Abbiamo dimenticato quell’esigenza trascinante di andare a cercare la novità in qualcosa che non ci appartiene e abbiamo riscoperto il piacere della “variazione sul tema” semplicemente restando a casa nostra: unica dedizione all’infinita e stupenda cultura popolare...

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